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Autunno alle porte: PREVENIAMO I MALANNI DELLA STAGIONE FREDDA!!!

Con l’autunno alle porte, i primi sbalzi di temperatura, l’alimentazione non sempre ricca di frutta e verdura come in estate, lo stress dei ritmi lavorativi che riprendono appieno, le prime forme virali parainfluenzali in agguato, il nostro sistema immunitario viene messo duramente alla prova fin da subito, per poi ricevere l’aggressione vera e propria delle forme virali e batteriche durante l’inverno, le più classiche stagionali ma anche i nuovi ceppi influenzali che ogni stagionalità si affacciano sempre più aggressivi, resistenti ai vaccini e modificati.

Meglio farsi trovare preparati!!! Sarebbe consigliabile perciò, fin dalle prime settimane di Settembre, ricorrere a delle stategie naturali ben mirate a stimolare le nostre difese immunitarie aspecifiche, come primo baluardo all’ingresso dei patogeni……come sempre fitoterapia ed omeopatia ci vengono in soccorso!

In fitoterapia a farla da padrone c’è sempre l’Echinacea (Purpurea e Pallida), seguita da Uncaria, Astragalo e Papaya fermentata, le tinture madri di Rosa Canina, ricchissima di vitamina C, Ribes nero, Propoli, i Betaglucani  da funghi medicinali  Shiitake, Reishi,  Agaricus, il Sambuco, spesso abbinati a Vitamina C, Zinco, Selenio.

L’Astragalo viene utilizzato in fitocomplesso da secoli oramai nella medicina tradizionale cinese per le sue capacità immunostimolanti, in quanto ottimo antivirale per stimolazione dell’interferone gamma contro i virus, in quanto stimolante la produzione di anticorpi e linfociti, modulante lo squilibrio dei Th2 (linfociti THelper); è inoltre un ottimo tonico cardiovascolare e renale e agisce come immunostimolante soprattutto nelle affezioni delle vie aeree (raffreddori, influenze, bronchite cronica, asma).

L’Echinacea purpurea è una pianta immunostimolante i cui principi attivi (acidi fenolici, alchilammidi, polisaccaridi, glicoproteine e flavonoidi) favoriscono l’attività dei linfociti, in particolar modo la fagocitosi degli agenti patogeni. Stimola la produzione di IL-10 da parte dei linfociti regolatori, dei monociti e dei linfociti Th2, ovvero una citochina antinfiammatoria e stimola la riduzione dell’interleuchina IL-2, pro-infiammatoria; è dunque ampiamente utilizzata con azione preventiva ma anche curativa in raffreddori, rinosinusiti, faringiti, afte, deficit immunologici, patologie autoimmuni.

L’Uncaria, di cui si utilizza la corteccia, è ricca di alcaloidi derivati dell’oxindolo, steroli (beta-sitosterolo principalmente) e glicosidi dell’acido chinovinico, tutti con spiccata attività antinfiammatoria e immunostimolante; si è potuta valutare l’attività inibitoria dell’uncaria nei confronti dell’enzima prostaglandina sintetasi (responsabile della sintesi delle prostaglandine infiammatorie), della sintesi del TNF-alfa e la stimolazione invece dell’attività fagocitaria dei linfociti B e T helper.

I Betaglucani, estratti dalla parete cellulare di lieviti e funghi medicali, sono dei polisaccaridi decisamente efficaci nello stimolare e modulare la risposta immunitaria aspecifica; in particolare si legano ai numerosi recettori presenti sui macrofagi, neutrofili e cellule natural killer (tutte cellule dell’immunità) così da attivarle a fagocitare ed eliminare i corpi estranei all’organismo (batteri, virus, funghi, parassiti) e le tossine; i macrofagi attivati poi, allertano diversi sistemi di difesa liberando dei messaggeri cellulari (citochine), responsabili questi dell’immunità specifica.

L’omeopatia è in grado di fornirci addirittura delle “vaccinazioni”, capaci di stimolare le nostre difese immunitarie aspecifiche e di creare così una prima barriera a qualsiasi tipo di aggressione patogena; si presentano in forma di globuli da assumere a cadenza settimanale sono a base di estratti di cuore e fegato d’anatra principalmente, in alcuni casi contengono anche influenzinum 9CH e anche altri ceppi attivi non solo in prevenzione ma anche in fase acuta, come Vincetoxicum, Aconitum, Belladonna, Echinacea, Cuprum tutti in diluizione omeopatica alla 5 CH. Sono disponibili anche delle vaccinazioni omeopatiche annuali, che sono disponibili in genere già dalla metà di settembre, contenenti il ceppo influenzale isolato per la stagionalità in corso.

Anche gli oligoelementi Rame, Oro e Argento, assunti tre volte alla settimana, stimolano le difese nelle patologie dell’albero respiratorio ad andamento cronico o subacuto; il Manganese e Rame in oligoelemento sono utili come preventivi in caso di patologie invernali recidivanti e frequenti, assunti a dì alterni, ma anche in fase acuta se assunti giornalmente; ottima la sinergia fra gli oligoelementi e due specie di funghi, il Mucor racemosus D5 e l’Aspergillus niger D5; assunti quotidianamente nella dose di 5-10 gocce al dì,  garantiscono la stimolazione del sistema immunitario per azione sui linfociti T, che tramite l’interferone gamma portano all’attivazione dei macrofagi e quindi alla liberazione di neopterina, messaggero attivatore del sistema immunitario.

In conclusione possiamo dire che la scelta di un prodotto naturale risulterà vincente nel favorire l’immunizzazione rispetto ai classici vaccini sia di adulti che di basmbini; richiede solamente costanza e un pò di impegno nel favorire una corretta adesione ai protocolli.

Buon inverno!!

La Bellezza….viene da dentro!

Ormai da tempo è noto come le strategie di bellezza migliori siano il frutto di una sinergia perfetta fra trattamenti topici, definiti cosmeceutici per le loro proprietà curative assimilabili a quelle dei farmaci (creme, maschere, lozioni, fanghi, impacchi, patch), da applicare localmente sugli inestetismi da trattare o a scopo preventivo, e la nutraceutica, ovvero l’integrazione orale studiata appositamente al fine di migliorare  e preservare lo stato di salute e bellezza di viso, corpo e capelli.

I peggiori nemici della pelle sono i ROS (radicali liberi di ossigeno), responsabili dell’ossidazione, infiammazione ed invecchiamento cellulare di tutto l’organismo; le principali cause scatenanti il processo di invecchiamento radicalico sono: fattori genetici, fumo, alcool, alimentazione ricca di grassi saturi e zuccheri, raggi UV, inquinamento e smog, stress quotidiano. L’integrazione orale di antiossidanti sarà la prima strategia anti-age da mettere in atto; via libera allora alla vitamina C (1-2 grammi al dì), alla Vitamina E (200-400 mg/die), al Thè verde con l’Epigallocatechina-3-gallato, all’Acido alfa-lipoico, al licopene estratto da pomodoro, al Coenzima Q10, alla curcumina della Curcuma, alle bacche e superfood (Maqui, Goji, Acaj brasiliano, Papaya fermentata, alga Spirulina), al Resveratrolo da acini d’uva, l’estratto di Pino flavo (Pinus pinaster), potente antiox,  vasoprotettore e antiedemigeno, utile contro gli eritemi solari e i danni da radiazioni UVA/UVB e la couperose, protegge elastina e collagene dalla degradazione enzimatica.

La vitamina C, di sintesi o di origine naturale (da acerola, rosa canina, agrumi), è l’antiossidante per antonomasia, indispensabile per la rigenerazione della vitamina E; è indispensabile per il mantenimento dell’integrità del sistema nervoso, contro stanchezza e affaticamento e a sostegno del sistema immunitario. Favorisce inoltre la formazione di collagene, con L-lisina e L-prolina, al fine di mantenere l’integrità di pelle, gengive, cartilagini, denti e ossa.

La Vitamina E è stata identificata come l’antiossidante più presente nella pelle umana, per manterne l’idratazione e l’elasticità, evitando rughe e smagliature; è anche un ottimo trattamento locale negli stati irritativi della cute o in caso di fessurazioni. screpolature e arrossamenti, atopie, pelle secca e atrofica nell’anziano,protettivo e preventivo dai danni fotoindotti da eccessiva esposizione solare.

Il Collagene è una glicoproteina molto complessa, con una struttura costituita da fibrille di prolina e idrossi-prolina disposte a forma di “X” che determina la compattezza del tessuto connettivo, con una funzione di sostegno e di resistenza meccanica del derma e del tessuto connettivo articolare. Con l’età il collagene subisce un’importante degradazione progressiva, che rende la pelle di viso e corpo meno elastica, tonica e compatta, favorendo l’affossamento del derma responsabile della formazione delle rughe; fisiologicamente il collagene si forma per conversione, in presenza di vitamina C, degli amminoacidi prolina e lisina in idrossiprolina e idrossilisina; i residui di lisina sono importanti per creare i legami tra catene parallele di collagene; anche il Silicio, lo Zinco e il Rame sono minerali fondamentali per il sostegno di pelle e articolazioni; il primo è necessario per l’attività degli enzimi richiesti nella sintesi del collagene; il secondo crea il legame fra le fibrille di collagene e la matrice proteica che le circonda; il terzo è presente nel gruppo attivo dell’enzima lisina ossidasi, responsabile del legame tra collagene ed elastina ( proteina elastica dei tessuti).

L’Acido jaluronico, lunga catena polimerica lineare flessibile costituita da Acido Glucuronico e Acetil-glucosammina, è uno dei principali componenti della matrice extracellulare, costituente principale del tessuto connettivo; la sua capacità di legare numerose molecole d’acqua gli garantisce la capacità di donare elasticità ed idratazione alla cute.

Il MSM (Metil-sulfonil-metano) è un composto organico contenente Zolfo biodisponibile, presente in natura anche nella pianta dell’Equiseto; lo Zolfo, detossinante capace di contrastare i danni da ROS,  può creare dei legami fra atomi di zolfo, detti ponti disolfuro, capaci di garantire struttura e forza alle proteine costituenti pelle, capelli ( cheratine) e unghie, oltre che cartilagini articolari.

Quindi a  sostegno della struttura della pelle, il Collagene marino, l’elastina, gli amminoacidi L-prolina e L-lisina, il metil-sulfonil-metano (MSM), l’acido jaluronico vanno ad integrare la loro fisiologica perdita che avviene con l’invecchiamento cellulare.

I superfood come le bacche di Acai, Gogij e Maqui si caratterizzano per essere ricchissime antiossidanti; la bacca di Acai è ricca di antocianine, proantocianidine, polifenoli e altri flavonoidi, con elevato potere antiox nella perossidazione lipidica, nel danno ossidativo al DNA, in caso di infiammazioni croniche, problematiche oculari e per ripristinare la forma attiva della vitamina E; la cianidina e i suoi derivati glicosidici hanno proprietà biologiche importanti: vasoprotettiva, antinfiammatoria, anti obesità e anti diabetica.

La bacche di Goji sono ricchissime di vitamine: C, 3 volte in più delle arance, B, di più di qualsiasi altro frutto, Betacarotene (pro-vitamina A), molto più delle carote; sono ricchissime anche di minerali, fra cui soprattutto il Ferro, e stimolano l’attività enzimatica; se ne deduce il loro elevato potere antinfiammatorio, citoprotettivo, immunostimolante, protettivo di pelle e occhi (per la presenza di Zeaxantina) dai danni radicalici; inoltre tali bacche vantano anche proprietà antipertensive, di riduzione e controllo di colesterolo e glicemia.

Le bacche di Maqui, simili a mirtilli neri a crescita spontanea soprattutto in Cile e Argentina, sono considerate il frutto dell’eterna giovinezza per l’elevata presenza di antocianine (flavonoidi della famiglia dei polifenoli), in particolare le delfinidine, antiossidanti attivi contro i ROS prodotti soprattutto dalle radiazioni ultraviolette; il loro potere fortemente antiox dipende dalla loro capacità di sconfiggere i ROS da radiazioni ultraviolette a cui sono costantemente esposte; lo stesso vale per il pomodoro che per difendersi dai danni da raggi solari produce il licopene, altro potentissimo antiossidante. Inoltre le cianidine contrastano l’azione di degradazione enzimatica sul tessuto connettivo, di sostegno anche alla pelle; agiscono poi come protettive dei vasi, contro ictus e infarto e nel controllo di colesterolo e glicemia; il maqui sembra perciò possedere anche un’azione di controllo sul metabolismo a favore del dimagrimento.

Le bacche brasiliane di Acai sono anch’esse ricche di antocianidine e altri polifenoli con le già note proprietà antiossidanti, dimagranti, antinfiammatorie e antiallergiche, vasoprotettrici del microcircolo, esattamente come tutte le bacche di colore violaceo o blu scuro.

S.O.S. Estate: consigli per una vacanza serena

Durante il periodo estivo possono verificarsi piccoli e sgradevoli inconvenienti di salute, che potrebbero compromettere le tanto agognate vacanze, tipo:

  • scottature ed eritemi solari
  • disidratazione, perdita di sali minerali e colpi di calore
  • punture di zanzare ed altri insetti
  • arrossamenti e congestione oculare da sale, vento, sabbia
  • pesantezza e gonfiore degli arti inferiori
  • spossatezza e affaticamento
  • vesciche, colpi e contusione
  • herpes simplex da sole
  • diarree e disturbi gastrointestinali

A questo proposito ogni viaggiatore/vacanziero ben equipaggiato dovrebbe portare con sè un “kit di salvataggio” di automedicazione, con tutto l’occorrente per evitare l’aggravarsi dei piccoli disturbi sopra menzionati. Si raccomanda perciò di mettere sempre in valigia:

  • sali minerali (magnesio e potassio principalmente) da sciogliere in acqua per favorire l’idratazione e il reintegro degli elettroliti persi durante la sudorazione profusa; buona norma consiste nell’idratarsi con almeno due litri di acqua al giorno
  • creme solari con spf  contro i raggi UVA-UVB adeguato al proprio fototipo, con particolare attenzione alle pelli chiare e sensibili e quelle dei bambini (in questi casi sarebbero consigliabili filtri fotostabili con spf 50); è fondamentale applicare la crema solare ogni 2 h e dopo i bagni e non esporsi al sole nelle ore più calde (12:00-15:00)
  • pomate cortisoniche (tipo idrocortisone allo 0,5%) per trattare le punture d’insetti (zanzare, api, pappatacei…) particolarmente pruriginose, arrossate, doloranti e gonfie, ma anche eritemi solari, eczemi e dermatiti foto-indotte. E’ possibile ricorrere anche a rimedi omeopatici come Apis mellifica 200 CH monodose ai primi sintomi, oppure Histaminum 9 CH e Apis 9 CH granuli, anche per gli eritemi solari, 5 granuli fino a 5-6 volte al dì fino a recessione dei sintomi o come preventivi per l’eritema solare (5 granuli 2 volte al dì).
  • lozioni, creme, cerotti, da applicare anche  sugli abiti, anti zanzare e zecche; ottime alternative naturali ai repellenti chimici (Icaridina, Dietiltoluamide,Permetrina per gli indumenti) sono a base di citronella, geraniolo, piretro e ledum palustre, pianta dall’odore particolarmente sgradito alle zanzare ma non all’uomo; particolarmente efficace come preventivo delle punture di zanzare è il Ledum Palustre 15 CH in granuli, da assumere 1-2 volte al dì nella dose di 5 granuli e di 3 granuli per i bambini.
  • integratori e creme per il microcircolo per alleggerire gli arti inferiori, sostenere la circolazione venosa in caso di insufficienza o fragilità capillare, levare edemi e favorire il drenaggio dei liquidi. Molto efficaci  per questa problematica sono i fitoestratti di mirtillo nero, rusco, edera, vite rossa, centella asiatica, bromelina da gambo d’ananas, meliloto,arnica.
  • probiotici per disbiosi e disordini intestinali, lassativi o antidiarroici; il caldo, il cambiamento dei ritmi di vita e dell’alimentazione, l’assunzione di acqua potabilizzata con altri metodi (viaggi all’estero) possono provocare stati di alterazione della flora batterica intestinale con conseguenti eventi quali vomito, diarrea, stipsi, perciò al fine di evitare ciò è utile assumere i probiotici almeno a partire da una settimana prima del viaggio e durante tutta la permanenza e in caso di diarrea astringenti a base di tannini e polifenoli o ratania, baobab, semi di pompelmo, quercia, carrubo, capace di sedare le scariche e disinfiammare la parete intestinale senza bloccarne la funzionalità
  • integratori per stimolare la melanina ed evitare scottature, eritemi e danni da radicali liberi da fotoesposizione; i beta-caroteni in essi contenuti sono utili per stimolare la produzione di melanina cutanea così da difendere la pelle e le strutture profonde sottocutanee dai danni solari e garantire un’abbronzatura uniforme e duratura e vengono associati ad antiossidanti quali vitamine C,E, licopene e astaxantina, luteina, zeaxantina, coenzima Q10, polifenoli da vite rossa, quercetina per evitare il danno ossidativo cellulare prodotto dai radicali liberi fotoindotti, responsabili dell’invecchiamento cellulare.
  • cerotti per vesciche e creme cicatrizzanti/batteriostatiche; camminate protratte con calzature non sempre adeguate o semplicemente per sfregamento continuo fra calzatura e pelle umida possono provocare la formazione di vesciche ai piedi molto dolorose che possono essere prevenute o curante con specifici cerotti ,tipo seconda pelle, a base di idrocolloidi. Una crema a base di acido ialuronico e sulfadiazina argentica è invece un’ottima scelta in caso di ferite, abrasioni, scottature, lesioni in genere, in quanto cicatrizza ed evita la proliferazione batterica.
  • pomate, stick e rimedi per l’herpes; il sole favorisce la slatentizzazione del virus dell’ herpes simplex, labiale o genitale, in soggetti soprattutto soggetti a recidivanza; per prevenirne la comparsa si consiglia l’assunzione di 1-2 g di amminoacido lisina al dì per almeno 1 mese, l’applicazione di stick coprenti con spf 50+ o di pomate/stick preventivi a base di semi di pompelmo, melissa, acido glicerretico, vitamina C, ossido di zinco, echinacea. Quando l’herpes ha già fatto la sua comparsa va trattato il più tempestivamente possibile con aciclovir o penciclovir in pomata labiale e con tre monodosi (1 al dì) di Rhus Toxicodendron alla 200 CH.

 

Primavera: tempo di allergie….e soluzioni naturali!!

Il risveglio primaverile della natura porta con sé fastidiosi sintomi respiratori e cutanei, attribuibili ad allergie più o meno conclamate da test di laboratorio. I principali sintomi riconducibili alle allergie sono: oculari (prurito, arrossamento, gonfiore, lacrimazione, sensibilità eccessiva alla luce), nasali (rinite con frequenti starnuti consecutivi, bruciore e prurito delle fosse nasali, secrezione nasale oppure congestione dei turbinati, secchezza e ostruzione, impossibilità di resirare agevolmente), respiratori (senso di mancanza d’aria, broncocostrizione, respiro affannoso e corto, tosse irritativa e stizzosa, asma), cutanei (eczemi, dermatiti, eritemi perioculari e periorali, prurito, gonfiori, orticaria, ponfi, edemi).

L’origine dell’allergia risiede in una alterazione dell’equilibrio del sistema immunitario, con  formazione di anticorpi da parte dei linfociti T, cellule del sistema immunitario deputate alla difesa dell’organismo nei confronti di antigeni specifici, cioè particelle considerate estranee dal nostro organismo: pollini, peli, acari della polvere e delle farine, dermatofagoidi, forfore.

Nel soggetto allergico infatti esiste uno squilibrio fra i Linfociti Th1 e Th2 con predominanza dei Th2, attivati come prima difesa nella risposta immunitaria; l’allergene appena entra in circolo per la prima volta attiva i linfociti Th2, che a loro volta attivano i Linfociti B, responsabili della produzione di anticorpi specifici (IgE) per quel particolare antigene; le IgE si legano ai mastociti;  questi mastociti con gli anticorpi di superficie, alle successive esposizioni con l’allergene specifico, si attiveranno degranulando ed innescando così la cascata infiammatoria con rilascio di istamina. Questo squilibrio fra linfociti Th1 e Th2 è favorito da fattori genetici, alimentazione sbilanciata, terapie cortisoniche o antibiotiche prolungate, uso prolungato di antinfiammatori, vaccinazioni e stress emotivi.

Sempre più di frequente le allergie colpiscono fasce di popolazione che mai precedentemente ne avevano riscontrato i sintomi, soprattutto i bambini, con un aumento di incidenza dal 7% al 25% negli ultimi 20 anni.  In generale comunque circa il 15% della popolazione soffre di problematiche allergiche e di queste il 75% sono principalmente rinite e asma allergico e il restante 25% forme dermatologiche.

La medicina allopatica propone da sempre delle terapie sintomatiche a base di antistaminici e cortisonici anche nei bambini e per periodi prolungati, per alleviare i disturbi senza agire però sulla causa di fondo: lo squilibrio Th1/Th2 nei soggetti allergici.

La Natura ancora una volta ci viene in soccorso con delle soluzioni fitoterapiche e omeopatiche che vadano alla radice del problema prevenendo e alleviando i sintomi senza effetti avversi.  Fra gli estratti erbali Perilla e Ribes nero svologono un’azione cortison-like notevole sia per l’apparato respiratorio che per quello cutaneo, in quanto potenti antinfiammatori e antiallergici; il Ribes nero, in tintura madre o estratto erbale, riduce la produzione di anticorpi (IgE) coinvolti nella risposta allergica e inibisce il rilascio di istamina. L’estratto di Perilla contiene flavonoidi  che intervengono in sinergia a diversi livelli dell’infiammazione allergica, inibendo la produzione di leucotrieni (citochine pro-infiammatorie) e di IgE, non solo nelle riniti allergiche ma anche negli eczemi allergici e nelle dermatiti atopiche.

Anche la Piantaggine è tradizionalmente nota per la sua efficacia sulle mucose respiratorie irritate, in quanto possiede azione lenitiva, antinfiammatoria ed espettorante, oltre che immunostimolante e antistaminica. La Quercitina è un flavonoide considerato come un vero e proprio antistaminico naturale in quanto capace di inibire la degranulazione dei mastociti, attivati dal legame fra antigene e anticorpo di superficie, bloccando così il rilascio di istamina e citochine infiammatorie. A coadiuvare l’azione della Quercitina c’è la Rutina, glicoside (zucchero) con azione di fondo antinfiammatoria, capace di abbassare la reattività allergica dell’individuo.

A livello di azione locale sulle mucose di naso e gola, gli estratti secchi di Basilico Santo e Salvia officinale si sono rivelati utilissimi nel miglioramento dei sintomi all’origine; agiscono infatti come immuno-modulanti, facilitando la differenziazione di linfociti Th1 e Th2 a favore della componente Th1, grazie soprattutto ai flavonoidi e all’ Acido Ursolico contenuti nel Basilico Santo; gli attivi di Salvia Officinale e Basilico Santo inoltre hanno una potente azione antinfiammatoria di fondo in quanto capaci di inibire la COX-2 (enzima ciclossigenasi), attivatore della cascata di produzione delle citochine pro-infiammatorie; infine gli estratti di Salvia e Basilico migliorano la funzionalità polmonare, evitando l’isorgenza di asma allergico. Il fungo Reishi o Ganoderma lucidum, infine, rappresenta un’ottimo rimedio millenario della medicina cinese e giapponese come immunimodulatore e antistaminico grazie alla presenza di polisaccaridi, proteine e acido ganodermico; grazie al suo contenuto di enzimi possiede una potente azione detossinante e antiossidante.

In omeopatia principalmente si utilizzano delle terapie desensibilizzanti, definibili come “vaccinazioni”, che utilizzano i principali allergeni in granuli o monodosi ad assunzione settimanale (pollini, acari, peli, forfore…) in bassa diluizione, così da creare un’immunità senza scatenare la reazione allergica, ma abbassando la reattività e il rilascio di istamina. Esistono poi una serie di colliri, spray nasali, granuli, gocce utilizzabili  come sintomatici contenenti principalmente Euphrasia, Cineraria maritima, Luffa, Euphorbium, Hystaminum, Sabadilla, Allium cepa, Pollantium, Pumon histamine, Ambrosia, Apis mellifica a basse diluizioni (5-30CH), capaci di attenuare e sconfiggere i sintomi più fastidiosi come lacrimazione, bruciore oculare, starnuti ripetuti, rinorrea bruciante, naso congestionato, difficoltà respiratorie, broncocostrizione, asma allergico. L’assenza di effetti collaterali conclamati ne permettono l’uso sicuro in gravidanza, allattamento e nei bambini e ne permette l’assunzione serrata (molte dosi nel corso della giornata).

Difficoltà maschile al concepimento

Problematica legata alla scarsa vitalità degli spermatozoi o ad una vera e propria oligospermia. Ad alterare la normale produzione di spermatozoi possono concorrere diversi fattori, tra cui un’alimentazione monotona e non equilibrata (carente in primo luogo di vitamine, minerali, acidi grassi essenziali e proteine), l’abitudine al fumo e l’esposizione ad agenti chimici (quali innanzitutto ftalati e bisfenolo A) che si comportano come sostanze alteranti endocrine perché interferiscono con l’attività delle ghiandole del corpo, incluse quelle sessuali.
A questo scopo lo Zinco e gli amminoacidi Arginina e la Glutammina favoriscono la produzione di sperma nei tubuli seminiferi e anche il fungo Cordyceps già menzionato, oltre a dare vigore sessuale, favorisce la fertilità maschile. Gli antiossidanti poi, soprattutto l’ astaxantina, svolgono un ruolo fondamentale nel ridurre i radicali liberi che agiscono inibendo l’ enzima inibina b, responsabile dell’inibizione dell’fsh (ormone follicolo stimolante) che a sua volta stimola invece la produzione di spermatozoi nell’uomo ( e di follicoli maturi nella donna.)

Lo Zinco è un minerale necessario allo sviluppo e al buon funzionamento degli organi riproduttivi, oltre ad essere un componente fondamentale dell’enzima SOD (superossidodismutasi), il più potente antiossidante di cui disponiamo, oltre che essere fondamentale per il corretto funzionamento del sistema immunitario. Lo zinco infatti è naturalmente presente a livello del tessuto prostatico, dove svolge un’azione normalizzante e antinfiammatoria, ed è fondamentale per il corretto sviluppo degli organi riproduttivi.

Diverse evidenze scientifiche hanno provato che l’impiego di zinco ha un’azione positiva sulla formazione degli spermatozoi, ancor più se in abbinamento all’acido folico (vitamina B9). Per una corretta supplementazione di zinco è in genere consigliato assumere almeno 30 milligrammi di minerale al giorno. Indipendentemente dal ruolo specifico di zinco e acido folico, incrementare l’apporto di frutta e verdura, ricche di antiossidanti naturali, aiuta a proteggere le ghiandole sessuali maschili dallo stress ossidativo, che è causa danni cellulari in tutti i distretti dell’organismo e che è nocivo anche per il delicato equilibrio ormonale.

La Glutammina costituendo l’aminoacido più abbondante del corpo umano necessita una adeguata concentrazione e la sua richiesta può aumentare sensibilmente in corso di stress, traumi chirurgici, ustioni, tumori o esercizio fisico particolarmente intenso.
La glutammina è ampiamente presente sia in prodotti di origine animale, come le carni, il pesce, le uova ed i prodotti caseari, sia in prodotti vegetali. La glutammina svolge diverse funzioni biologiche: escrezione dei residui azotati (del metabolismo proteico), sintesi di nucleotidi del DNA, sintesi di molecole attive come la glucosammina e il glutatione (antiossidante), funzionalità del sistema immunitario (come supporto energetico a linfociti e macrofagi), sostegno all’attività cerebrale per la sua conversione in glutammato, mantenimento e aumento della massa muscolare per effetto stimolante dell’ormone GH. Per queste sue proprietà antiossidanti, anticataboliche e stimolanti l’ormone della crescita, la glutammina può essere un valido supplemento in soggetti molto stressati, in iperallenamento o con patologie in atto, in aggiunta ad integratori più specifici per la sfera sessuale vera e propria.

 

Deficit erettivo e soluzioni naturali

A questo scopo alcuni derivati naturali si sono rivelati utili per la loro capacità di stimolare il testosterone, di favorire la liberazione di NO (ossido nitrico), di evitare l’ossidazione e di favorire tono ed energia anche in periodi di affaticamento e stress psico-fisico; in particolare: il fungo Cordyceps Synensis, le parti aeree di Tribulus terrestris, la radice di Maca andina, le foglie di Damiana, la radice, i rami e la corteccia di  Muira Puama, i semi di Mucuna Pruriens, le foglie di  Ginko Biloba e aminoacidi quali Arginina Citrullina.

 

L’ascomicete Cordyceps sinensis ( Tochukasu giapponese) è un fungo tradizionalmente usato dalla Medicina Cinese come tonico-rinvigorente, coadiuvante della forza e della resistenza fisica, nonché come ottimo immuno-stimolante. La sua  composizione, ricca di principi attivi quali cordicepina e acido cordicepico, polisaccaridi (galattomannano), nucleosidi (Adenosina e Guanosina), fitosteroli (ergosterolo, precursore della vit.D3), Zinco ,Manganese ,Magnesio, acidi grassi (linoleico e oleico), 30% circa di proteine e vitamine del gruppo B, lo rende un ottimo rimedio per migliorare le prestazioni psico-fisiche soprattutto in stati di stress, nonché un tonico-rinvigorente con riconosciute proprietà benefiche a livello della sfera sessuale; in oriente viene riconosciuto come un vero e proprio afrodisiaco. Infatti svolge un’azione simile a quella degli ormoni sessuali steroidei, stimolando la funzionalità erettile e regolando la secrezione ormonale stessa in quanto inibitore dell’enzima 5-alfa-reduttasi( per questo motivo è utile a contrastare anche l’ipertrofia prostatica benigna) e stimolante la produzione di DHEA (deidro-epi-androstenone, precursore degli ormoni sessuali) già dopo 1 ora dall’assunzione.

La dose raccomandata è di 3 grammi al dì, iniziando con 500 mg per 1 settimana; si possono verificare iniziali sintomi di nausea e diarrea dovuti al potere detossinanate del fungo.

Se ne raccomanda l’assunzione con almeno  1 g di vitamina C al giorno, per favorirne l’azione.

 

Il Tribulus Terrestris possiede una azione stimolante sulla produzione di ormoni androgeni. Tali ormoni, tipici dell’uomo ma importantissimi anche per l’organismo femminile, regolano la libido, i caratteri sessuali e lo sviluppo muscolare. In virtù di tali caratteristiche il tribulus terrestris è impiegato da secoli in diversi Paesi come pianta afrodisiaca in grado di aumentare la fertilità maschile e femminile sopperendo ad eventuali carenze ormonali.
Tali proprietà sono dovute all’azione di sostanze organiche con attività ormonosimili dette saponine, di cui la protodioscina, saponina con struttura steroidea, stimolerebbe la produzione di testosterone, diidrotestosterone, ormone luteinizzante (LH), deidroepiandrosterone (DHEA), deidroepiandrosterone solfato (DHEA-S), con conseguente aumento della spermatogenesi e della libido nell’animale da esperimento e nell’uomo (Gauthaman K. et al. 2002, 2003).

La protodioscina costituisce il 45% dell’estratto secco ottenuto dalle parti aeree di tribulus terrestris. La dose raccomandata di questo estratto è di 10-20 mg per kg di peso corporeo, per 1-2 volte al per almeno 8 settimane.

 

La Maca andina, nota anche come ginseng delle Ande o ginseng peruviano, è costituita dalla radice di Lepidium meyenii Walp. (Fam. Brassicaceae), una pianta tipica delle zone andine che cresce ad altitudini piuttosto elevate (3500 – 4500  metri).

L’interesse principale per questa radice è rappresentato dalla presenza degli aminoacidi, tra cui arginina, acido glutammico, acido aspartico, leucina, valina, glicina, alanina, fenilalanina ecc. È inoltre ricca di minerali: potassio, sodio, magnesio, calcio, fosforo, rame, zinco, manganese, ferro; è composta per il 60% di carboidrati e steroli vegetali, acidi grassi saturi e insaturi, fra cui l’omega 6 Acido Linolenico. Particolare interesse ha suscitato la presenza di due acidi grassi polinsaturi, maene e macamide.

In Italia, la radice essiccata di Lepidium, viene utilizzata soprattutto per le sue proprietà adattogene, immunostimolanti ed afrodisiache, sembrerebbe proprio in virtù della presenza di quei due acidi grassi sopra citati.

Senza dubbio, la caratteristica ricercata dai consumatori di Maca risiede nella sua capacità di incrementare le energie sessuali il desiderio e la spermatogenesi. Tale caratteristica è sostenuta dalla medicina popolare peruviana e da alcuni studi recenti, effettuati, principalmente, sui roditori. In altre ricerche, effettuate su pazienti adulti, è stato osservato che la somministrazione di maca per 4 mesi  induceva un aumento del volume spermatico, del numero di spermatozoi e della loro attività, con un miglioramento soggettivo del desiderio sessuale (rispetto al placebo), senza influenzare in maniera significativa i livelli ematici di testosterone o estradiolo. Tali effetti sarebbero attribuibili ad alcuni alcaloidi e fitosteroli o, più semplicemente, all’insieme di macro e micronutrienti presenti nella radice. Questi ultimi sarebbero anche responsabili del suo presunto effetto ergogenico (utile per gli sportivi) e ricostituente.
I rischi derivanti dal consumo di Maca sembrano essere minimi. Se ne sconsiglia l’uso in gravidanza, in allattamento ed in presenza di disturbi tiroidei, prostatici ed endocrini. Il dosaggio raccomandato, lo stesso utilizzato nello studio sugli adulti, è di 1,5-3 g/die.

 

La Damiana è una pianta tradizionalmente indicata come rimedio afrodisiaco, tonico e stimolante neuromuscolare, ed è frequentemente utilizzata insieme ad altre droghe vegetali (Maca,Muira puama, Gingko).

I principi attivi in essa contenuti sono principalmente: polisaccaridi, resine, acidi grassi, tannini e glicosidi fra cui l’arbutina; la damiana viene utilizzata anche in depressione, letargia, sindromi psicogene,ansia grazie alla presenza di apigenina, oltre che per le sue proprietà antinfiammatorie, ipoglicemizzanti, antiulcerogeniche e afrodisiache; più che un vero e proprio afrodisiaco sembrerebbe invece essere utile nelle patologie di origine sessuale, ovvero nella cura di alcune disfunzioni vere e proprie, come quella erettile, grazie alla sua capacità di aumentare l’afflusso di sangue ai corpi cavernosi,andando a stimolare il parasimpatico sacrale.

L’utilizzo di questa pianta nella medicina naturale e in omeopatia è infatti consolidato in caso di prevenzione o trattamento di disfunzioni sessuali quali impotenza, disfunzione erettile, eiaculazione precoce e diminuzione della libido. Il dosaggio ottimale varia da soggetto a soggetto e in caso del rimedio omeopatico possono variare soggettivamente le diluizioni; la Damiana viene assunta in tisana, in estratto fluido o tintura madre e in estratto secco con un dosaggio da 400 a 800 mg per 2 volte al dì, mattina e primo pomeriggio lontano dai pasti. Non sono inoltre da escludere effetti quali nausea, isonnia, cefalea e dolore prostatico correlate all’uso.

 

La Muira è uno dei tanti nomi attribuiti a Ptychopetalum ovata, o albero della potenza, in riferimento alle sue proprietà afrodisiache e rinvigorenti.

Questa piccola pianta, nativa della foresta Amazzonica, viene utilizzata per risolvere problemi gastrointestinali, neuromuscolari e  reumatismi; è inoltre particolarmente nota come afrodisiaco e tonico per il sistema nervoso.
In Europa, dove il suo impiego risale all’inizio del secolo scorso, la muira puama è particolarmente conosciuta come stimolante sessuale, per le sue caratteristiche di vasodilatatore e tonico; infatti se ne raccomanda l’uso in caso di impotenza, disturbi erettili e calo di libido in entrambi i sessi.

La parte utilizzata a scopo curativo è costituita dalle radici,  dai rami e dalla corteccia delle giovani piante. Anche in Italia viene commercializzata principalmente sottoforma di estratto idroalcolico o acquoso.
Studi clinici condotti in Francia per indagarne le ripercussioni sugli aspetti fisici e psicologici riconducibili alla sfera sessuale, hanno dimostrato che la muira puama è efficace nel ripristinare il desiderio sessuale nel 60% dei pazienti, con un effetto positivo nel trattamento della disfunzione erettile nel 53% dei casi [Waynberg (1994) Am J Nat Med 1:8-9].
Più recentemente, una formulazione a base di muira puama e gingko ha migliorato il desiderio, le fantasie ed il rapporto sessuale di 202 donne adulte che lamentavano un calo della libido [Waymberg & Brewer (2000) Adv Ther 17:255-262]
Nessuno dei composti chimici riconosciuti all’interno della  muira puama (resine, tannini, alcaloidi, fra cui la muirapuamina ad azione alfa-bloccante e vasodilatatrice, steroli, acidi grassi) sembra sostenere tali caratteristiche, che sono quindi da attribuire al fitocomplesso, cioè all’insieme di sostanze (in questo caso esteri degli acidi grassi e sostanze amare, quali l’alcaloide muirapuamina) contenute nella droga.Il dosaggio ideale varia dai 500 ai 1500 mg/die.
In accordo con il suo impiego popolare, la muira puama viene consigliata in caso di stress, stanchezza nervosa e per alleviare i sintomi della depressione, come droga adattogena, antifatica ed antistress. Anche in questo caso esistono alcuni studi che testimoniano la fondatezza di tali proprietà.

Gli effetti collaterali associati all’uso di muira puama sono lievi e perlopiù limitati alla possibile comparsa di saltuari dolori allo stomaco e alla testa, associati a nervosismo ed iperagitazione e aumento pressorio.

 

 

La Mucuna Pruriens è un arbusto rampicante della famiglia della Fabacee, proprio come i fagioli e altri legumi, che cresce spontanea nelle regioni tropicali africane, dell’Asia meridionale e nelle zone caraibiche fino al Sud-America¸ anche se oggi viene estensivamente coltivata a fini commerciali.

Il principio attivo più interessante di tale pianta è l’amminoacido L-Dopa, L-3,4-diidrossifenilalanina, contenuto nei semi maturi in percentuale variabile dal 3 % al 6%.

Nei semi sono presenti anche glutatione, lecitine, nicotina, serotonina, sitosteroli e un olio viscoso color marrone scuro. Il L-Dopa è il precursore del neurotrasmettitore Dopamina, che nell’organismo svolge un ruolo importante nella regolazione dell’umore, delle pulsioni, del comportamento sessuale e del movimento, e in ragione di ciò viene infatti utilizzato nel trattamento del morbo di Parkinson.

I testi di medicina Ayurvedica consigliano la Mucuna per trattare la disfunzione erettile e lo scarso appetito sessuale di natura psicogena ma anche sintomi di disturbi nervosi riconducibili al morbo di Parkinson; dunque la Mucuna sembrerebbe vantare vere e proprie caratteristiche di afrodisiaco, migliorando anche la fertilità maschile e stimolando la secrezione dell’ormone GH, oltre che migliorare la disfunzione erettile diabete-correlata.

Tali proprietà afrodisiache, suggerite dalle medicine tradizionali, dovranno essere approfondite da ulteriori studi, ma ce ne sono già di confortanti in merito; in particolare è stato dimostrato come un trattamento con Mucunia abbia migliorato i livelli di testosterone, LH, Dopamina e Noradrenalina in uomini con scarsa fertilità, riducendo anche i livelli di Prolattina ed FSH ed aumentando la conta spermatica e la motilità spermatozoica; la mucuna perciò sembrerebbe regolare la sintesi degli ormoni sessuali steroidei e migliorare la qualità dello sperma.

 

Il Gingko biloba è un albero originario dell’Asia orientale di cui si utilizzano le foglie a scopo terapeutico, per le loro proprietà vasoprotettive. I costituenti principali delle foglie sono i flavonoidi (il ginko contiene glucosidi flavonoidici come kampferolo, quercetina, isoramnetina, acido cumarico, catechine, proantocianidine ecc.), particolarmente noti ed apprezzati per le loroproprietà antiossidanti.. Le foglie sono inoltre  ricche di derivati terpenici (ginkgolidi e bilobalide) e di acidi ginkgolici.

I flavonoidi neutralizzano i radicali liberi, fattori di ossidazione e  attualmente considerati una delle maggiori insidie allo stato di buona salute, compreso il funzionamento dell’apparato sessuale.

I flavonoidi del  ginko biloba, ma anche di molte altre piante (thè verde, curcuma, cardo mariano), esercitano anche un’azione positiva anche a livello della rete capillare, diminuendo la permeabilità ed aumentando il tono della parete vasale. Per queste attività, le foglie di ginkgo ed i loro estratti vengono utilizzati nei disturbi della circolazione perferica.

Sono inoltre universalmente conosciuti come complemento dietetico utile per migliorare le capacità mentali, grazie all’aumento della circolazione sanguigna a livello cerebrale; a tale scopo, il ginko biloba, viene consigliato ai giovani per aumentare le capacità e negli anziani come preventivo del morbo di Alzhaimer e della demenza senile.

Il ginkgolide B è ritenuto un efficace antagonista del PAF (fattore attivatore delle piastrine), essenziale per la coagulazione e nei processi infiammatori,stimolante il rilascio di ormoni vasocostrittori, ma che è bene tenere sotto controllo in presenza di aterosclerosi e malattie del cuore e dei vasi (può favorire l’insorgenza di gravi danni cardiovascolari, come infarto e ictus).

Date queste proprietà il Gingko è particolarmente utile in casi di disfunzione erettile legata a scarso apporto sanguigno periferico da cattiva circolazione, in casi di forte stress e stanchezza mentale, in casi di diminuzione della libido legata all’uso di farmaci.

La dose giornaliere di Ginkgo Biloba consigliata è 100-200 mg di estratto secco di foglie (titolato in ginkgoflavonoglucosidi minimo 24% e terpeni totali minimo 6%). La principale controindicazione nell’uso del Gingko, legata proprio a queste sue proprietà, è l’assunzione concomitante di farmaci. anticoagulanti.

 

Gli amminoacidi Arginina e Citrullina sono parte dello stesso ciclo metabolico e sono correlati fra di loro, in quanto l’Arginina viene convertita in Citrullina dall’enzima NO-sintetasi con produzione di ossido nitrico (NO), potente vasodilatatore; a sua volta poi la citrullina neoformata può originare nuova Arginina attraverso due enzimi ( argininosuccinato-sintetasi e arginino-succinasi) e il ciclo ricomincia.

La citrullina infatti è commercializzata sottoforma di integratore con la promessa di garantire erezioni più vigorose e durature; in effetti studi scientifici a tal proposito ne hanno dimostrato la validità, intesa come miglioramento della durezza erettiva e del numero di rapporti in pazienti fra 56 e 68 anni trattati con 1,5 g di citrullina per un mese, in effetti a livello penieno, attraverso la stimolazione dell’enzima guanilato ciclasi, l’ossido nitrico produce una vasodilatazione aumentando il turgore dei corpi cavernosi e concorrendo in maniera determinante all’erezione. In base ai risultati dello studio, secondo gli autori, sebbene meno efficace dei classici farmaci inibitori dell’enzima fosfodiesterasi di tipo 5 (tadalafil, vardenafil, avanafil, sildenafil…), almeno nel breve termine, la citrullina è sicura e psicologicamente ben accettata. Il suo ruolo come trattamento alternativo della disfunzione erettile lieve, in particolare in pazienti che faticano ad accettare psicologicamente la terapia con PDE-5 inibitori, merita quindi ulteriori ricerche.

Anche l’Arginina dunque viene somministrata sotto forma di integratori a sostegno della funzionalità erettiva, però alcuni studi sostengono che la somministrazione orale di arginina non ne garantirebbe un’adeguata concentrazione in circolo,  in particolare per la generosa presenza di arginasi a livello intestinale, ovvero enzimi che porterebbero  alla conversione di una parte dell’arginina assunta in ornitina ed urea, inattivando l’amminoacido prima che venga assorbito. Le arginasi epatiche, inoltre, riducono ulteriormente la quota di Arginina disponibile in circolo per la sintesi di ossido nitrico.. A parità di dosaggio e via di somministrazione (per bocca), la citrullina garantirebbe un aumento dei livelli di arginina del sangue quasi doppi rispetto a quelli di una stessa dose di Arginina, motivo per cui il dosaggio di quest’ultima dovrà essere maggiore; per la Citrullina la dose ottimale sarebbe di 1,5g/die anche se è possibile arrivare fino a 3 g) , per l’Arginina 3-5g/die (fino a 6 g /die); però, anche l’arginina può presentare qualche disturbo, come nausea, mal di testa o indigestione, e non è indicato il suo uso nel caso di pazienti con problemi cardiaci, acidità di stomaco oppure ulcere,pressione bassa o herpes genitale.

 

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La natura: un valido alleato della nostra intimità

La sessualità è una funzione umana complessa che coinvolge la vita in tutti i suoi aspetti : fisici, psicologici e relazionali.
È’ legata innanzitutto alla capacità di relazione e di amore tra le persone e per estrinsecarsi necessità anche di una integrità fisica dal punto di vista anatomofunzionale.
Le difficoltà che spesso si incontrano in questo campo spingono le persone alla ricerca di ogni tipo di soluzione: questa esigenza ha generato un mercato incredibile e spesso ingannevole!
Infatti, trattandosi di un gesto relazionale tra persone, innanzitutto la ragione delle difficoltà in questo campo sono da ricercare dentro “il cuore” dell’uomo…
Ma é fuor di dubbio che molti problemi siano legati anche all’aspetto fisico-biologico.
In questi ultimi anni la ricerca clinica e farmacologica ha chiarito moltissimi aspetti al riguardo proponendo farmaci capaci di superare difficoltà importanti come il deficit erettivo.
Si tratta di farmaci (sildenafil, tadalafil, vardenafil, avanafil ) da utilizzare con cognizione e su indicazione medica, anche per gli effetti collaterali e le controindicazioni ad essi correlate, specialmente in pazienti in politerapia o con patologie all’apparato cardiocircolatorio o  con età avanzata.

In natura sono stati  individuati rimedi validi dalla medicina tradizionale millenaria e alcuni di questi sono stati anche studiati più di recente con metodologie scientifiche a cui sono seguite pubblicazioni su riviste mediche specialistiche.
Il risultato è che se per molti non si è andati oltre la credenza popolare, per altrettanti si è palesata un’alternativa valida ed efficace alla terapia tradizionale,  per quanto non possa essere paragonata a quella delle molecole farmacologiche oggi più usate; si tratta di rimedi naturali che non agiscono immediatamente sulla sintomatologia, come i suddetti farmaci, ma che svolgono un’azione in tempi più prolungati con il pregio di sopperire alle disfunzionalità con discrezione e senza alcun effetto collaterale.
Consapevoli quindi che il tema della sessualità non possa essere banalizzato a problematica esclusivamente biomeccanica cui solo la farmacologia possa dare un aiuto, ma che ,come ogni atto umano, possa essere aiutata nel suo manifestarsi da farmaci o sostanze naturali, proponiamo, tra queste ultime, quei prodotti che hanno evidenziato nella loro storia clinica e/o per gli studi su di esse effettuati una efficacia significativa.

A questo scopo, per approfondire la vostra conoscenza sull’argomento, fugare eventuali dubbi e perplessità e cercare di dare un’impronta il più possibile seria e professionale al tutto, abbiamo pensato di trattare più dettagliatamente le principali problematiche legate alla sfera sessuale sia maschile che femminile con una serie di articoli che troverete in questa sezione del sito.

 

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